www.marcodian.com

27 marzo 2012

 

Dopo diverso tempo, ho deciso di far confluire questo blog con il sito web in modo da avere una piattaforma unica, per le foto e gli articoli. E’ così nato www.marcodian.com, il mio sito all-in-one: oltre a molti articoli già pubblicati su queste pagine, troverete moltissimi altri contenuti inediti. Il sito verrà arricchito man mano in modo da portarlo ad essere sempre più completo.

La conseguenza è che questo blog non verrà più aggiornato. Ringrazio quanti hanno dato il loro contributo su queste pagine, con i loro commenti, le critiche e i suggerimenti. Vi dò appuntamento “di là“, con la speranza di continuare sempre e comunque sulla scia di “fotografia e scienza”.

Marco Dian 

Norvegia – Premessa

18 settembre 2011

Non a caso Norvegia e Natura condividono le stesse iniziali. E non a caso queste due entità sono legate indissolubilmente, quasi che non possa esistere Norvegia senza Natura. E viceversa. Sì, perché quando si pensa ad elementi naturali quali acqua, terra, alberi, e rocce lo stereotipo a cui essi vengono associati è, per forza di cose, la Norvegia. Ovunque, questi elementi, si presentano agli occhi dello spettatore: talvolta singolarmente, altre volte si incrociano creando paesaggi ibridi, in certi casi da definirsi “assurdi” ma sicuramente sensazionali. Non credo esistano abbastanza aggettivi in grado di descrivere certi luoghi che i miei occhi hanno avuto la fortuna di vedere: spazi sconfinati, il nulla per chilometri e chilometri, non un albero, una casa, una roccia più grande di un’altra. Nulla. Territori dove i riferimenti spariscono, il cielo si confonde, si mescola con la terra; una landa in cui non ti aspetti di trovare anima viva, non un uomo non un animale. E invece vieni smentito e il tuo pensiero inizia a vacillare in un continuo alternarsi di sogno e realtà. Leggi il seguito di questo post »

Online il mio nuovo sito

2 agosto 2011

Da qualche giorno è online il mio nuovo sito web! Rispetto alla versione precedente, il nuovo sito ha una nuova veste grafica, con uno sfondo bi-colore (grigio scuro e grigio medio) e una larghezza delle pagine più grande in modo da poter caricare fotografie di dimensioni maggiori (900 px di lato lungo per le foto in orizzontale e 700 px quelle verticali). Oltre a ciò, ho provveduto ad una riorganizzazione delle gallerie: oltre alla pagina “Portfolio“, presente anche in precedenza, ho aggiunto la pagina “Latest Photos“, che raccoglie le ultime foto scattate. Tale pagina sarà in costante aggiornamento: se non vedete più qualche foto, significa che è stata spostata nella galleria corrispondente. Altresì vuol dire che altre immagini hanno preso il posto di quelle vecchie!
Per ora ho caricato soltanto la galleria riguardante le Dolomiti, per la quale ho abbastanza materiale. Prossimamente caricherò anche la gallery dedicata al Carnevale di Venezia, dove ho raggruppato quelle che secondo me sono le 15 foto più significative di questi tre anni carnevaleschi.

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I° Maratona Fotografica Città di Venezia 2011

29 aprile 2011

Cari amici e lettori del blog, ho il piacere di informarvi che il giorno 15 maggio 2011 si terrà la prima (e unica al mondo, come la nostra città) Maratona Fotografica Città di Venezia 2011! La manifestazione, organizzata dall’associazione fotografica di cui faccio parte Effemme – Fotoamatori Mestrini, è rivolta a tutti coloro desiderano passare una giornata in compagnia, fotografando e divertendosi. E’ altresì un modo più originale di scoprire angoli nascosti della Venezia troppo turistica e guardare la città con occhio diverso e critico. Ecco come si svolgerà la Maratona! Leggi il seguito di questo post »

Test casalingo: Canon EF 70-210mm f/4 Macro

20 aprile 2011

Da tempo cercavo un teleobiettivo da includere nel mio corredo fotografico. Tuttavia non ne sentivo una vera esigenza, dal momento che raramente utilizzo le focali sopra i 50mm per i paesaggi. Un tele è comunque comodo per qualche ritratto (al carnevale ne ho sentito la mancanza) e per creare quelle sensazioni di “schiacciamento dei piani” tipiche nei paesaggi. Mi sono quindi messo alla ricerca di una soluzione che fosse allo stesso tempo economica ma che mi garantisse una buona qualità d’immagine.
Navigando nella rete sono incappato quasi per caso nell’obiettivo (datato) Canon EF 70-210mm f/4 Macro. Ciò che mi ha colpito è stato il fatto che avesse una apertura costante a f/4 lungo tutta l’escursione focale. Ho subito pensato che fosse l’antenato del famigerato bianchino, l’EF 70-200mm f/4L. Qualche ricerca più approfondita mi ha permesso di appurare che la lente in oggetto fornisce ottimi risultati anche oggi, sebbene sia stata prodotta dal 1987 alla metà degli anni ‘90. Leggendo nei vari forum, c’è persino chi, avendo il 70-210 già dalla pellicola e poi comprando anche il 70-200L per il digitale, ha venduto quest’ultimo perché i risultati (nei termini di nitidezza dell’immagine) erano praticamente identici.
Certamente non si possono paragonare queste due lenti in tutto e per tutto e non è mia intenzione farne un confronto. Sicuramente il parere molto positivo di tante persone (compreso Ken Rockwell) mi ha stimolato ad acquistarne un esemplare da un venditore tedesco. Poiché sono poche le recensioni scritte su questo obiettivo (soprattutto in italiano), ecco quindi una brevissima (e totalmente soggettiva) review del Canon EF 70-210mm f/4 su Canon 5D, compresa qualche immagine e un paio di crop. Leggi il seguito di questo post »

Sul concedere gratuitamente l’uso delle foto – II

11 marzo 2011

Nell’articolo precedente ricorderete come sostenevo che fosse sbagliato concedere gratuitamente l’uso delle foto per scopi commerciali/pubblicitari/promozionali o altro. E forse il punto cardine della questione, come è emerso dalle successive discussioni (qui ed altrove), è la linea sottile che separa il fotoamatore dal professionista.

Lungi da me dare una definizione delle due cose. Proverò pertanto ad illustrare quali sono i miei pensieri in merito a questa diatriba. Tutto può essere ricondotto ad un concetto base, ossia che il fotoamatore scatta fotografie per se stesso. Costui è disposto a spendere soldi in attrezzatura, corsi, workshop, libri, uscite fotografiche e quant’altro, per il puro e semplice piacere di fotografare. Le foto che l’amatore scatta, sviluppa e stampa vanno a decorare le pareti di casa sua, dei suoi parenti, amici e di chiunque ne apprezzi il lavoro. Questo però non implica che non possa pretendere del denaro in cambio di una fotografia che poi verrà utilizzata, ad esempio, per pubblicizzare un prodotto o un servizio. Ma lasciate che mi spieghi meglio. Leggi il seguito di questo post »

Sul concedere gratuitamente l’uso delle foto

17 febbraio 2011

Recentemente mi è stato segnalato che un hotel in Trentino ha usato una mia foto delle Pale di San Martino per il suo sito web, ovviamente non chiedendomi il diritto ad utilizzarla e tanto meno segnalando il nome dell’autore nei crediti. Chiaramente dalla foto è stata più o meno abilmente tolta la firma e ritagliata per adattarla alle caratteristiche del sito. A quanto pare questo hotel ha usufruito altre volte della libertà concessa da internet, nello specifico da Flickr, per pubblicizzare i suoi servizi sfoggiando fotografie non di sua proprietà.

Già, nell’era digitale va da così a peggio: con la scusa che le immagini sono liberamente accessibili da tutti – basta infatti un semplice screen-shot per avere una foto vista sul web – le persone si sentono in “diritto di non rispettare il diritto” degli altri. Ma è così un po’ in tutti gli aspetti della rete: dai social network, ai forum, passando per i blog e le pagine web personali. La parola d’ordine, oggi, è condividere: pare che se una cosa viene pubblicata su internet essa non è soltanto di dominio pubblico ma anche di appartenenza pubblica. Una foto, una canzone, un manoscritto, un software, un logo, un’immagine grafica, eccetera: insomma, qualsiasi forma d’arte e creativa in generale una volta presente sul web è come fosse di tutti. E quindi via a scaricare foto, canzoni, libri. Certo, la violazione del diritto d’autore è un argomento trito e ritrito, sul quale esistono libri, articoli su giornali, su blog eccetera, quindi non mi metto a fare una discussione su questo.

Piuttosto volevo fare un paio di riflessioni, anche alla luce degli ultimi eventi che mi hanno fatto pensare. Leggi il seguito di questo post »

Wildvisions Nature Photography

11 febbraio 2011

Sono felice di annunciarvi che da qualche giorno è online il sito web WILDVISIONS, che raccoglie alcune tra le migliori fotografie scattate dai 5 giovanissimi membri del gruppo, ossia Niccolò Bonfadini, Andrea Pozzi, Edoardo Brotto, Marco Dian (io) e Marco Brambini.

Wildvisions è un gruppo di cinque giovani fotografi con le stesse passioni: la Fotografia e la Natura.
Le nostre fotografie spaziano dai paesaggi marini a quelli montani per poi giungere alla fauna selvatica, in Italia e nel mondo. Tutte situazioni, queste, in cui la Natura è il soggetto principale e il fotografo è un tutt’uno con essa.
Speriamo che il nostro lavoro possa far capire quanto preziosa sia la Natura e quanto importante sia la sua preservazione e valorizzazione.

Ci piacerebbe che il nostro progetto fosse fonte di ispirazione, un modo per mostrare al mondo le nostre “visioni” e gli straordinari momenti che la Natura sa offrire a coloro i quali la sanno apprezzare e rispettare.
Di conseguenza, sul nostro sito il Lettore troverà non soltanto fotografie, ma anche articoli, tutorial, recensioni e racconti di viaggio.
Con questi articoli ci proponiamo di condividere la nostra esperienza con tutti quelli che vogliono saperne di più sulla fotografia.

Potete iscrivervi per ricevere gli aggiornamenti, cioè quando inseriamo nuove foto o nuovi articoli. Abbiamo anche una pagina Facebook: mettendo il “Mi Piace” verrete automaticamente avvertiti ogni qualvolta ci sarà un aggiornamento sul sito web.

Il Team di Wildvisions
WILDVISIONS

Itinerari Invernali – Pt. II

31 gennaio 2011

Itinerario 3 – Zona: Misurina/Tre Cime di Lavaredo

ColdDa Misurina, si prosegue in auto fino al Lago di Antorno che d’inverno è ghiacciato e sfruttato quindi come pista di pattinaggio e zona per corse con le motoslitte. Da qui si può proseguire a piedi per raggiungere il rifugio Auronzo, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. D’estate la strada è a pedaggio (20€ per le auto), mentre d’inverno è chiusa al traffico ma percorribile a piedi o mediante l’apposito servizio di motoslitte (non so quanto costi). Il percorso non è impegnativo e non richiede nemmeno le ciaspole, in quanto è battuto costantemente dalle motoslitte che salgono e scendono tutto il giorno. E’ però una camminata lunga: il lago di Antorno e il rifugio Auronzo sono separati da circa 7 km e qualcosa come 450 m di dislivello (quest’ultimo sale a 565 m se partite da Misurina come il sottoscritto). Con un passo normale ci si impiegano 2h 30m. Verrete comunque ripagati da una spettacolare veduta delle pareti sud della mitica Triade che, d’inverno, il sole basso illumina regalandovi un tramonto infuocato in alta quota.
In foto: Cold. Canon EOS 5D, Canon EF 17-40L @36mm, f/14, 1/15, filtro digradante neutro GND8 soft, treppiede, scatto remoto. © Marco Dian Leggi il seguito di questo post »

Itinerari Invernali – Pt. 1

23 gennaio 2011

Durante l’inverno sono molteplici le escursioni fotografiche che si possono fare in montagna, muniti ovviamente dell’abbigliamento ed accessori necessari ad affrontare la gita in tutta sicurezza. Ecco qualche itinerario provato e consigliato dal sottoscritto.

Itinerario 1 – Zona: Val Zoldana
Dal paese di Mareson (Comune di Zoldo Alto, Belluno) si prende la strada che, in direzione del Pelmo, porta al paesino panoramico di Coi. Qui la vista è già bella di suo: Coi infatti domina l’ultima parte della Val Zoldana a quota 1500 metri: di fronte c’è il Civetta e, più a nord, il Pelmo. Sotto, si distinguono i paesi di Fusine, Pianaz, Mareson e Pecol. Più a sud si intravede un altro paese arroccato sul costone di una montagna, Brusadaz. Dal centro di Coi si prosegue fino ad incontrare il bivio con la strada/sentiero che, sulla destra, sale verso il Pelmo (numero 473). Dopo un centinaio di metri si arriverà nuovamente ad un bivio: in sinistra la strada continua nei boschi fino a giungere a Palafavera, mentre a destra diventa un vero e proprio sentiero (indispensabili le ciaspole). Il sentiero prosegue in mezzo al bosco e raggiunge, dopo una buona mezzora, il punto con cui si congiunge al sentiero che, facendo il giro del Pelmo, conduce al rifugio Venezia. Ora, non posso consigliare di andare in quest’ultima direzione in quanto in questo periodo è alto il pericolo valanghe nelle zone subito a ridosso della montagna. Restate quindi nel bosco e sfruttate le radure per riprendere il Pelmo secondo visuali non proprio canoniche. La luce in questo periodo dovrebbe essere dalla vostra parte, in quanto illumina le pareti sud delle montagne.
In foto: The Road To The Pelmo. Canon EOS 5D, Canon 17-40mm f/4L USM @25mm, f/8, ISO 100, treppiede, blocco specchio, scatto remoto, filtro digradante neutro GND8 soft. © Marco Dian 2011 Leggi il seguito di questo post »