Archive for gennaio 2011

Itinerari Invernali – Pt. II

31 gennaio 2011

Itinerario 3 – Zona: Misurina/Tre Cime di Lavaredo

ColdDa Misurina, si prosegue in auto fino al Lago di Antorno che d’inverno è ghiacciato e sfruttato quindi come pista di pattinaggio e zona per corse con le motoslitte. Da qui si può proseguire a piedi per raggiungere il rifugio Auronzo, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. D’estate la strada è a pedaggio (20€ per le auto), mentre d’inverno è chiusa al traffico ma percorribile a piedi o mediante l’apposito servizio di motoslitte (non so quanto costi). Il percorso non è impegnativo e non richiede nemmeno le ciaspole, in quanto è battuto costantemente dalle motoslitte che salgono e scendono tutto il giorno. E’ però una camminata lunga: il lago di Antorno e il rifugio Auronzo sono separati da circa 7 km e qualcosa come 450 m di dislivello (quest’ultimo sale a 565 m se partite da Misurina come il sottoscritto). Con un passo normale ci si impiegano 2h 30m. Verrete comunque ripagati da una spettacolare veduta delle pareti sud della mitica Triade che, d’inverno, il sole basso illumina regalandovi un tramonto infuocato in alta quota.
In foto: Cold. Canon EOS 5D, Canon EF 17-40L @36mm, f/14, 1/15, filtro digradante neutro GND8 soft, treppiede, scatto remoto. © Marco Dian (more…)

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Itinerari Invernali – Pt. 1

23 gennaio 2011

Durante l’inverno sono molteplici le escursioni fotografiche che si possono fare in montagna, muniti ovviamente dell’abbigliamento ed accessori necessari ad affrontare la gita in tutta sicurezza. Ecco qualche itinerario provato e consigliato dal sottoscritto.

Itinerario 1 – Zona: Val Zoldana
Dal paese di Mareson (Comune di Zoldo Alto, Belluno) si prende la strada che, in direzione del Pelmo, porta al paesino panoramico di Coi. Qui la vista è già bella di suo: Coi infatti domina l’ultima parte della Val Zoldana a quota 1500 metri: di fronte c’è il Civetta e, più a nord, il Pelmo. Sotto, si distinguono i paesi di Fusine, Pianaz, Mareson e Pecol. Più a sud si intravede un altro paese arroccato sul costone di una montagna, Brusadaz. Dal centro di Coi si prosegue fino ad incontrare il bivio con la strada/sentiero che, sulla destra, sale verso il Pelmo (numero 473). Dopo un centinaio di metri si arriverà nuovamente ad un bivio: in sinistra la strada continua nei boschi fino a giungere a Palafavera, mentre a destra diventa un vero e proprio sentiero (indispensabili le ciaspole). Il sentiero prosegue in mezzo al bosco e raggiunge, dopo una buona mezzora, il punto con cui si congiunge al sentiero che, facendo il giro del Pelmo, conduce al rifugio Venezia. Ora, non posso consigliare di andare in quest’ultima direzione in quanto in questo periodo è alto il pericolo valanghe nelle zone subito a ridosso della montagna. Restate quindi nel bosco e sfruttate le radure per riprendere il Pelmo secondo visuali non proprio canoniche. La luce in questo periodo dovrebbe essere dalla vostra parte, in quanto illumina le pareti sud delle montagne.
In foto: The Road To The Pelmo. Canon EOS 5D, Canon 17-40mm f/4L USM @25mm, f/8, ISO 100, treppiede, blocco specchio, scatto remoto, filtro digradante neutro GND8 soft. © Marco Dian 2011 (more…)

Intermezzo cosmologico – III

9 gennaio 2011

Ritengo sia ora di riprendere il discorso cosmologico interrotto qualche mese fa. Nel precedente articolo, avevamo introdotto e descritto intuitivamente il fenomeno dell’instabilità gravitazionale, processo fisico responsabile della formazione delle grandi strutture cosmiche. Secondo tale fenomeno, si ha instabilità gravitazionale quando la scala critica delle perturbazioni nel fluido di materia oscura supera un valore critico (la scala di Jeans) e inizia il collasso gravitazionale. Capire quando succede questo non è sempre immediato: lo sarebbe nel caso di un universo statico, il quale non si espande e quindi tutto resta fissato. Nel caso reale, invece, il nostro universo è tutt’altro che statico: esso si espande in modo accelerato e questa espansione è diversa rispetto a quella che si aveva in epoche remote. Ecco quindi un primo problema: la descrizione delle perturbazioni (sia di materia oscura che di materia ordinaria e radiazione) è diversa a seconda delle epoche considerate. Inoltre, ad ogni tempo corrisponde una scala spaziale specifica: quindi non solo bisogna considerare le epoche temporali ma anche le diverse scale spaziali.
Si capisce dunque che risulta molto complicato avere una descrizione sommaria di tutti i comportamenti, spaziali e temporali. Per quanto riguarda la materia oscura, però, il discorso si fa relativamente più semplice dal momento che, per sua natura, tale materia non interagisce con gli altri tipi di materia se non gravitazionalmente. O meglio: all’epoca attuale l’universo è dominato dalla materia oscura, nel senso che questo è l’ingrediente principale del cosmo. In passato l’ingrediente principale è stato la radiazione (luce). In ogni caso, seguire le perturbazioni di materia oscura nelle varie epoche temporali non è difficile proprio per questa sua elusività: dal momento in cui essa si è disaccoppiata dalle altre componenti, la materia oscura ha seguito sempre un solo andamento, mentre le altre componenti si sono alternate, crescendo, oscillando, fermandosi per un certo tempo e, nel caso della radiazione, sono pure scomparse. (more…)