Archive for luglio 2010

Lago di Limides (o Limedes)

31 luglio 2010

Peaceful

Continuiamo questa specie di rassegna dei laghi dolomitici. Questa volta vi parlo del piccolo Lago Limedes (potreste trovarlo anche sotto il nome di Limides). Esso si trova nei pressi del Passo Falzarego, sotto il Col Gallina e dietro l’Averau a quota 2171 m. Ho deciso di andarci per un motivo ben preciso: consultando l’ormai indispensabile TPE, ho visto che il sole d’estate tramonta proprio in direzione opposta all’Averau e quindi c’erano molte probabilità che, con la luce giusta, la montagna avesse assunto il tipico colore rosato. Sfruttando poi il suo riflesso sul lago, le possibilità di ottenere una buona foto salivano. In realtà anche un’altra montagna famosa si specchia nelle acque del Limedes: l’imponente Tofana di Rozes. Quindi, meteo permettendo, avrei colto due piccioni con una fava.
Ovviamente quando è stato il momento di partire le previsioni del tempo davano bello tutto il giorno ma con il rischio elevato di temporali violenti, soprattutto in serata. Ma, come spesso accade, meglio non fidarsi troppo: in montagna il tempo può cambiare totalmente nel giro di dieci minuti. Perciò via, partiamo per questo laghetto! (more…)

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Cascata e canyon di Cornolade

26 luglio 2010

Waterfall

Interrompo la serie di post sui laghi dolomitici, per parlavi un po’ di questo luogo sconosciuto ai più, ma di ineguagliabile bellezza. Si tratta di una Cascata (penso una trentina di metri) nei pressi del paese di Cornolade in provincia di Belluno. Ma non c’è solo la cascata: tutto il torrente è uno spunto continuo per noi fotografi. Ricordate i Brent dell’Art? Ecco, sopra e sotto la cascata, il paesaggio è lo stesso: strettissimi canyon dove l’acqua si incunea (tanto stretti che in alcuni punti l’intero ruscello può passare nel palmo della mano) e forma le tipiche insenature, con numerose pozze e cascatelle. Un luogo magico, dove poter saltellare da una roccia all’altra e percorrere quasi l’intero tragitto dell’acqua. Ma vediamo più nel dettaglio come arrivarci. (more…)

Lago del Sorapiss

18 luglio 2010

I Love The Dolomites

Il Lago del Sorapis, ai piedi dell’omonimo massiccio nelle Dolomiti Ampezzane, si caratterizza per il suo unico colore: un azzurro acquamarina, che sembra quasi dipinto e non un lago naturale.
In questo luogo ci ero stato molti anni fa, da bambino, e ricordo che all’epoca ero rimasto piacevolmente sorpreso. Così, ho deciso di ripetere l’escursione, questa volta con attrezzatura fotografica al seguito, per poter immortalare a dovere questa vera e proprio perla delle Dolomiti. Servendomi del software TPE (The Photographer’s Ephemeris), ho potuto sapere con relativa precisione l’orario di alba e tramonto e, impostando l’altitudine s.l.m., anche l’angolo azimutale del sole. Il problema che subito è emerso riguardava proprio le “ore d’oro”: infatti all’alba il sole avrebbe colorato di rosa lo spuntone del Monte Dito (o Dito di Dio), ottimo secondo piano per le fotografie sul lago. Tuttavia la luce giusta ci sarebbe stata attorno alle 6, troppo presto per me che non pernottavo all’adiacente Rifugio Vandelli. Al tramonto, poi, la direzione del sole era opposta e non avrebbe illuminato a sufficienza i monti sullo sfondo. Contando poi che il sentiero in alcuni tratti è piuttosto esposto, non mi pareva il caso di fare la strada del ritorno nell’oscurità. Anche in questo caso si rendeva necessario il pernottamento in rifugio.
Non volendo però rinunciare a uno spettacolo del genere, ho deciso di fare un compromesso: arrivare al lago al più presto possibile in modo di avere una luce buona, rinunciando però all’alba.
Così, armato di buona volontà, ho messo la sveglia alle 5 e, partenza da Palafavera, sono arrivato sul Passo Tre Croci alle 6.40. Ho però dovuto fare una sosta “obbligatoria” sul Passo Giau: alle 6 il sole era appena sorto e lo spettacolo indescrivibile (c’era anche un manipolo di fotografi che si facevano l’alba) [foto]. Sceso dal Giau ho attraversato l’assonnata Cortina d’Ampezzo e ho preso la strada per il Passo Tre Croci. (more…)

Lago Federa

12 luglio 2010

Escape From Reality

In questi giorni di caldo afoso è naturale che salga la voglia di montagna e di fresco. Così, un bel giorno, ho deciso di intraprendere una nuova avventura fotografica in solitaria. Direzione il bello Lago Federa, nelle vicinanze di Cortina d’Ampezzo. Il luogo è abbastanza scenografico se la luce è giusta: verdi pascoli, ruscelli, il Becco di Mezzodì che si specchia nelle acque limpide del lago e l’imponente Croda da Lago, proprio sopra. Questa volta sapevo esattamente la direzione che avrebbe preso il sole al tramonto, grazie all’utilissimo software gratuito The Photographer’s Ephemeris (TPE), il quale permette di calcolare posizione e altezza di sole e luna all’alba e al tramonto.
Le previsioni del tempo, tuttavia, non erano confortanti: davano bello tutto il giorno con temporali, anche piuttosto forti, in serata, proprio quando dovevo salire io. E infatti nella salita mi sono preso una bella lavata! Quello che mi faceva ben sperare, però, era uno squarcio di azzurro nel cielo, in direzione nord, che si spostava liberando via via pezzi più ampi di cielo.
E infatti avevo ragione: arrivato a destinazione mi ha accolto un bel sole, il cielo azzurro sopra la mia testa e un’aria bella fresca. Peccato solamente che, come si vede dalle foto, la luce non era il massimo: l’afa presente in pianura era giunta anche lì, creando una fastidiosa foschia che mi ha obbligato a lavorare a fondo le poche foto buone. In ogni caso mi riprometto di tornarci, perché sicuramente il tramonto merita (soprattutto in autunno). Ma vediamo più nel dettaglio questa facile escursione. (more…)

Le Cattedrali di Pietra

5 luglio 2010

Six

La vedì lì, alta, imponente, così bella, di un rosa che ti viene voglia di mangiarla, le curve che disegna sembrano montagne russe dove potersi perdere, le forme a tratti tondeggianti a tratti spigolose come punte di vetro che ti sembra ti tagliarti solo a guardarla, imperiosa, sicura e pericolosa al tempo stesso, trampolino di lancio verso il cielo blu quando la sera lei si mette quel suo vestito rosso, migliore amica ma peggior nemica se la tratti male, meraviglia della Natura, un cuore pulsante che se ascolti bene senti il suo battito, di una bellezza sconvolgente, ogni volta che la guardi è come la prima. Lei, che non smette mai di sorprenderti.
No, non sto parlando di una donna. Mi riferisco a una qualsiasi delle Dolomiti, fontane di pietra, cattedrali di roccia, iceberg dai colori cangianti: rosa, rosse, grigie, nere. Da sempre queste montagne fanno parte di me. Sono la mia seconda casa quando ho bisogno di staccare dalla quotidianità, quando mi sento soffocato dalla frenesia della vita di città, quando il tempo sembra passare troppo in fretta o semplicemente quando mi pare me ne vengo quassù. Le cime molto spesso tra le nuvole, il vento che fischia minaccioso tra i boschi di larici, faggi, abeti, pini mughi, i ruscelli e le cascate dall’acqua gelida e dissetante, i laghi verde smeraldo, i prati dall’erba alta fino alle spalle o di pochi centimetri se zona di pascolo per mucche e pecore. Questo e altre infinite cose sono le Dolomiti.
Queste montagne hanno un cuore, un’anima propria che la si può percepire solo se la si sa ascoltare. Più che altro, solo se si amano. In questo post propongo alcune mete per gli amanti di queste zone(*), rifugi o passeggiate più o meno difficili che però sapranno ripagarvi di tutta la fatica fatta. Ed anzi, vi daranno emozioni come nessun altro luogo può. Ovviamente mi dimenticherò un sacco di posti e chiedo perdono fin da subito, ma che ci volete fare, c’è talmente tanto spettacolo quassù! (more…)