Archive for agosto 2010

Val di Fanes

12 agosto 2010

Colors For Tomorrow

Canon EOS 350D, Sigma 10-20mm HSM @11mm, f/13, 1/100, filtro digradante neutro 0.9 soft

In tutti questi anni, duranti i quali ho girato per le Dolomiti, non mi ero mai avventurato nella Val di Fanes. Al massimo ero arrivato alla piccola via ferrata delle Cascate subito dopo il Ponte Outo. Ma mi è sempre rimasto impresso nella mente il desiderio di vedere cosa ci fosse dopo, al di là del bivio indicato dal cartello. E poi, ho sempre sentito parlare di queste Dolomiti di Fanes, dell’omonimo rifugio, delle Conturines, dei rifugi Lavarella e Pederù, dei laghi di Limo, Verde e Parom e dei paesaggi quasi “lunari”, così fuori dal mondo. La curiosità era tanta, dunque, da farmi partire alla scoperta di questi luoghi, anche solo per una passeggiata domenicale.

Un posto in cui pare che il tempo si sia fermato, una sorta di parco ancestrale, dove sentire e percepire i rumori di una terra primordiale, sconquassata da terremoti, ghiacci, vulcani, venti e tempeste. E quando meno te l’aspetti, la vita: laghi, ruscelli, torrenti, risorgive, acqua. Un luogo fuori dal tempo e dallo spazio che difficilmente trova spazio tra poche righe e neppure tutte le foto di questo mondo possono rendere idea della sua maestosità.
L’unico modo per rendersene conto è quello di andarci, camminando molto, anche lentamente, per gustarsi il cambiamento del paesaggio, i suoni e i profumi dei boschi e dei prati. Il viaggio verso questo paradiso è appena iniziato. (more…)

Etica e tecnica sull’uso dei filtri

5 agosto 2010

So che di articoli riguardanti i filtri da porre davanti all’obiettivo ne sono stati scritti tanti, tantissimi, e molti di essi sono molto validi (qui, qui e qui ad esempio). Tuttavia mi sento in dovere di scrivere anch’io il mio parere, più che altro la mia esperienza con questi aggeggi. Il fatto è che usare o non usare filtri non è soltanto una questione di comodità piuttosto che economica. No, affatto: è un approccio diverso alla fotografia di paesaggio, un approccio vecchio stile.
Ricorderete, infatti, il precedente articolo che ho scritto sulla necessità o meno di usare programmi di fotoritocco una volta portato a casa lo scatto. Ricorderete anche qual era il mio punto di vista: ottenere il massimo in fase di scatto e poi correggere e rimediare a quegli errori commessi sia dal fotografo sia dalla macchina. Per me la post produzione è essenziale, ma non indispensabile: non devo per forza di cose sconvolgere la foto per poter ottenere qualcosa di buono.
Ma come ottenere questo qualcosa di buono già in fase di scatto? Cosa significa avere a disposizione un file già buono in macchina? Rispondo subito alla seconda questione: un file di qualità permette di risparmiare tempo in fase di elaborazione, ridurre i rischi di ritrovarsi del rumore (o altri difetti) in parti della foto che magari sono molto rilevanti e, infine, godere di una buona autostima per essere riusciti a portare a casa una bella foto subito! (more…)