Itinerari Invernali – Pt. 1

Durante l’inverno sono molteplici le escursioni fotografiche che si possono fare in montagna, muniti ovviamente dell’abbigliamento ed accessori necessari ad affrontare la gita in tutta sicurezza. Ecco qualche itinerario provato e consigliato dal sottoscritto.

Itinerario 1 – Zona: Val Zoldana
Dal paese di Mareson (Comune di Zoldo Alto, Belluno) si prende la strada che, in direzione del Pelmo, porta al paesino panoramico di Coi. Qui la vista è già bella di suo: Coi infatti domina l’ultima parte della Val Zoldana a quota 1500 metri: di fronte c’è il Civetta e, più a nord, il Pelmo. Sotto, si distinguono i paesi di Fusine, Pianaz, Mareson e Pecol. Più a sud si intravede un altro paese arroccato sul costone di una montagna, Brusadaz. Dal centro di Coi si prosegue fino ad incontrare il bivio con la strada/sentiero che, sulla destra, sale verso il Pelmo (numero 473). Dopo un centinaio di metri si arriverà nuovamente ad un bivio: in sinistra la strada continua nei boschi fino a giungere a Palafavera, mentre a destra diventa un vero e proprio sentiero (indispensabili le ciaspole). Il sentiero prosegue in mezzo al bosco e raggiunge, dopo una buona mezzora, il punto con cui si congiunge al sentiero che, facendo il giro del Pelmo, conduce al rifugio Venezia. Ora, non posso consigliare di andare in quest’ultima direzione in quanto in questo periodo è alto il pericolo valanghe nelle zone subito a ridosso della montagna. Restate quindi nel bosco e sfruttate le radure per riprendere il Pelmo secondo visuali non proprio canoniche. La luce in questo periodo dovrebbe essere dalla vostra parte, in quanto illumina le pareti sud delle montagne.
In foto: The Road To The Pelmo. Canon EOS 5D, Canon 17-40mm f/4L USM @25mm, f/8, ISO 100, treppiede, blocco specchio, scatto remoto, filtro digradante neutro GND8 soft. © Marco Dian 2011

Itinerario 2 – Zona: Val Fiorentina


Da Passo Staulanza si scende verso nord e al terzo tornante si parcheggia l’auto alla partenza della strada n. 467 che porta al rifugio Città di Fiume (1918 m), proprio sotto alla famosa parete nord del Pelmo. In questo caso, a differenza dell’itinerario precedente, il nostro obiettivo non è il Pelmo: infatti d’inverno la parete nord non viene quasi toccata dal sole, restando in ombra per tutto il giorno. Dal rifugio, si prende a salire per il sentiero (sempre numero 467) che conduce alla Forcella Ambrizzola e Malga Prendera. Dopo una mezzora il sentiero cambia numero in 458 e, ancora più avanti, in 436. L’obiettivo di questo itinerario è riprendere il tramonto sulle pareti sud delle Rocchette, piccola catena montuosa non troppo alta (il picco più alto è 2496 m) che separa la Val Fiorentina e la conca di Cortina d’Ampezzo. A sinistra delle Rocchette si erge infatti il Becco di Mezzodì e Croda da Lago. Il sentiero che dal Città di Fiume conduce alla base delle Rocchette d’inverno è percorribile con le ciaspole in tutta sicurezza. Addirittura, se il tempo è stato bello per diversi giorni, è possibile che il sentiero sia perfino battuto, risparmiandovi così la noia (e il peso) delle ciaspole. Dal rifugio, aggirato il Col de la Puina, si giunge all’omonima forcella: qui lo spettacolo è garantito. Alle nostra spalle si erge maestoso il Pelmo, di fronte abbiamo la catena delle Rocchette, a destra una veduta spettacolare di un tratto della Val del Boite (si distinguono chiaramente i paesi di San Vito di Cadore e Borca di Cadore, sovrastati dalla piramide dell’Antelao che, con i suoi 3264 m, la fanno una delle montagne più alte delle Dolomiti, seconda solo alla Marmolada. A sinistra, invece, la vista spazia per la Val Zoldana con il Civetta e il Mt. Crot e per la Val Fiorentina, sino ad arrivare alla Marmolada e al Gruppo del Sella che sembrano talmente vicini da poterli toccare. Il mio consiglio è proseguire per il sentiero: si scende un poco e si risale fino a raggiungere la Forcella Roan e, poco più avanti, la Forcella de Col Roan, a quota 2075 m. A questo punto non resta che attendere il tramonto: la luce dorata, radente, colorerà magicamente di giallo, rosso, rosa, viola e azzurro il paesaggio circostante, una delizia per gli occhi, oltre che per le macchine fotografiche!
In foto: The First Sunset. Canon EOS 5D, Canon 17-40mm f/4L USM @17mm, f/14, ISO 100, treppiede, sollevamento specchio, scatto remoto, filtro digradante neutro GND4 soft. ©Marco Dian 2011

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