Norvegia – Premessa

Non a caso Norvegia e Natura condividono le stesse iniziali. E non a caso queste due entità sono legate indissolubilmente, quasi che non possa esistere Norvegia senza Natura. E viceversa. Sì, perché quando si pensa ad elementi naturali quali acqua, terra, alberi, e rocce lo stereotipo a cui essi vengono associati è, per forza di cose, la Norvegia. Ovunque, questi elementi, si presentano agli occhi dello spettatore: talvolta singolarmente, altre volte si incrociano creando paesaggi ibridi, in certi casi da definirsi “assurdi” ma sicuramente sensazionali. Non credo esistano abbastanza aggettivi in grado di descrivere certi luoghi che i miei occhi hanno avuto la fortuna di vedere: spazi sconfinati, il nulla per chilometri e chilometri, non un albero, una casa, una roccia più grande di un’altra. Nulla. Territori dove i riferimenti spariscono, il cielo si confonde, si mescola con la terra; una landa in cui non ti aspetti di trovare anima viva, non un uomo non un animale. E invece vieni smentito e il tuo pensiero inizia a vacillare in un continuo alternarsi di sogno e realtà. E così, giri l’angolo, e ti ritrovi faccia a faccia con un paio di capre selvatiche che ti osservano a metà tra il curioso e l’incazzato; o ancora, nel bel mezzo della strada qualche vacca ti si para davanti, giusto per farti capire che qui tu, con la tua macchina, non conti nulla. Ed anzi: dovresti lasciare giù l’auto per proseguire a piedi. Episodi come questi sono all’ordine del giorno – anzi, delle ore – in Norvegia, dove tutto ha il ritmo della Natura. Gli uomini, quei pochi che ci abitano, penso abbiano imparato il tempo naturale. Non quello frenetico scandito dai secondi, dai minuti, dalle ore; ma il tempo battuto dal crescere dell’erba, dallo sbocciare dei fiori, dallo scioglimento dei ghiacci; per ogni cosa, in Norvegia, c’è un tempo: impossibile pensare di andarci contro e cercare di anticipare o post porre. No, c’è tempo per tutto, prima o poi.
Credo, dalla brevissima esperienza in questa terra favolosa, che questa sia la filosofia adottata dalla popolazione, in special modo se ci si sposta in zone rurali o montane, dove rispettare la Natura non è soltanto prerogativa di un popolo educato, ma si rende necessario dal momento che è la stessa Natura a mantenerti e permetterti di vivere.

In quello che segue cercherò, per quanto mi sarà possibile, di ripercorrere le tappe salienti dei dieci giorni appena trascorsi per le strade della Norvegia. Spero sia un racconto interessante che comunque verrà arricchito da numerose fotografie, perlopiù documentaristiche, che vogliono però testimoniare la grandiosità e l’imponenza di certi paesaggi, sicuramente tra i più strani che abbia mai veduto.

In foto: paesaggio nella valle dell’Einnundalen, nei pressi di Folldal, contea di Hedmark.
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3 Risposte to “Norvegia – Premessa”

  1. sushi john Says:

    (i) quanto durava la luce diurna?
    (ii) la lunghezza del giorno influiva sulla qualità delle albe/tramonti?

    • Marco Says:

      Ciao John!
      (i) un po’ più di qua – a fine agosto il sole sorgeva dopo le 6 e tramontava dopo le 21
      (ii) per quei due tramonti che ho visto e un’alba (sempre piovuto) posso soltanto dire che c’è una graduale variazione di luce, ossia non è improvviso il calare del sole ma molto, molto graduale. Anche dopo essere sceso sotto l’orizzonte (tramonto) c’è luce per almeno un’ora e mezza.

  2. Niccolò Bonfadini Says:

    ma il seguito arriva o no ? 😀

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