Archive for giugno 2010

Oltre le foto: tanti calcoli

22 giugno 2010

Dal momento che questo blog dovrebbe parlare anche di scienza, ho deciso di scrivere questo post per spiegare di cosa mi occupo, a parte gironzolare con la macchina fotografica al collo.
Come ho scritto nella pagina delle FAQ, io studio Astronomia, materia che molto spesso viene confusa con astrologia e pertanto sarebbe meglio chiamarla Astrofisica. In realtà non sono un astrofisico/astronomo, in quanto la mia strada sta volgendo alla Cosmologia, ovvero allo studio dell’Universo. In particolare sto facendo la tesi sulla topologia delle strutture su grande scala. Forse è bene spiegare di cosa si tratti.
Si può dire che l’Universo è costruito secondo una più o meno precisa gerarchia, nel senso che strutture più piccole, mettendosi assieme, formano strutture più grandi. Partiamo dai pianeti: essi si mettono a ruotare attorno ad una o più stelle per formare i sistemi planetari. Più stelle si mettono assieme e formano ammassi stellari. Allargando il punto di vista, l’insieme di stelle e ammassi di stelle formano le galassie. Quindi, insiemi di galassie costituiscono gli ammassi di galassie che a loro volta formano i super-ammassi. Questi ultimi, assieme agli ammassi di galassie, costituiscono le famose strutture su grande scala. (more…)

Il Lago Coldai

17 giugno 2010

The Silence

Perché
Era da diverso tempo che avevo intenzione di salire al lago Coldai per fotografare il tramonto. In internet ci sono molte foto del luogo in questione, ma nessuna di queste scattata al tramonto. Di conseguenza non sapevo cosa aspettarmi, dal momento che non sapevo esattamente dove il sole fosse tramontato e quindi che tipo di luce avrei trovato. Secondo i miei ragionamenti, la direzione del sole doveva essere tale da illuminare la parete nord del Civetta, per cui, dopo il tramonto, tale parete avrebbe assunto il tipico colore rosa causato dal famoso fenomeno dell’Enrosadira, tipico delle Dolomiti. Non sapevo neppure a che ora il sole fosse sceso dietro alle montagne, quindi fino a che ora ci fosse stata luce.
Come molte volte accade, le situazioni migliori succedono quando meno te l’aspetti: sono salito non sapendo cosa avrei trovato e, una volta giunto a destinazione, mi sono stupito dalla bellezza e dalla serenità del posto. Come si può vedere dalle foto, lo scioglimento della neve attorno al lago ha provocato una sorta di convergenza delle linee create da neve e ghiaccio, linee che puntano, neanche a farlo apposta, alla Torre di Valgranda che sovrasta il lago e domina il panorama circostante.
Durante la breve permanenza al lago, mi hanno fatto compagnia alcune simpatiche marmotte che tuttavia sono sempre rimaste a debita distanza. Gli unici suoni erano quelli causati dallo scioglimento della neve e talvolta qualche cornacchia di passaggio. Durante il rientro ho pure avvistato, nella semi-oscurità dei boschi, un capriolo, forse cervo, che mi ha “seguito” tenendosi sempre al riparo dietro alcuni alberi (forse era incuriosito dalla torcia accesa che tenevo in mano).
Ma passiamo ad una descrizione più oggettiva del luogo.

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“Ma tu usi Photoshop?”

12 giugno 2010

“Sì, a volte uso Photoshop”. Ma usare Photoshop non significa tirare fuori una foto da urlo da una scadente. Se la foto è penosa già in partenza, non c’è software che tenga: sarà penosa anche dopo.
In questo post affronto l’intricato argomento della post-produzione (PP) o post-elaborazione o camera oscura digitale che a dir si voglia. Ne avevo parlato anche altrove, ma dedico un po’ più di spazio, ora, nella spiegazione di cosa intendo io per PP.
Tutto, secondo me, dipenda dal concetto di fotografia che uno ha in testa. Molti ritengono che elaborazioni particolarmente invasive come HDR o altre diavolerie siano parte della fotografia. Non secondo me. Quando una fotografia è completamente stravolta io non la definirei fotografia, ma elaborazione grafica. La fotografia, per me, mostra la realtà, anzi, come diceva Neil Leifer, la fotografia “mostra l’idea che se ne ha”. Di conseguenza io non effettuo elaborazioni particolarmente artistiche o grafiche. La mia PP è volta solo ed esclusivamente a migliorare la foto, a renderla simile (o, se sono fortunato, uguale) all’idea che avevo mentre ho scattato.
Di qui è evidente una cosa: già in fase di scatto cerco di ottenere il massimo. Questo riguarda tutte le “componenti” di una foto: dalla composizione alla distribuzione delle luci. Certo, ci sono situazioni in cui anche con la massima volontà e usando tutte le tecniche a disposizione, non riesca a portare a casa una foto perfetta già in macchina. Ma cerco sempre di avvicinarmici.
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Impressioni sulla concorrenza

5 giugno 2010


Da qualche tempo ho la possibilità di usare una reflex digitale della concorrenza, ovvero una Nikon. Il modello è il più entry-level della gamma, ovvero una D3000, fornita in kit con l’onesto obiettivo AF-S 18-55mm f/3.5-5.6G ED II.
La prima impressione, che ho avuto anche un paio di anni fa quando dovevo scegliere la reflex da comprare, riguarda la discreta ergonomia della macchina, anche senza battery grip. I comandi sono ovviamente diversi da quelli della mia Canon, quindi mi ci è voluto diverso tempo per familiarizzare con tutti i pulsanti. Di seguito ecco un elenco di pro e contro, del tutto personali (perlopiù di confronto con la mia 350D).

Pro

  • ergonomia (l’ho già detto);
  • sensore con un paio di megapixel in più (circa 10 vs 8);
  • misurazione spot (la mia 350D l’ho dovuta crackare per averla a disposizione);
  • ISO 3200 (stessa cosa);
  • AF con diverse modalità d’uso;
  • funzione D-Lighting
  • 11 punti AF;
  • display LCD da 3”;
  • ricco menu di foto ritocco.
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    Brent de l’Art

    1 giugno 2010

    Stones

    Dove
    I Brent de l’Art sono formazioni rocciose scavate dal torrente Ardo (in dialetto bellunese Art) e si trovano nella bassa Valbelluna, nei pressi del comune di Trichiana in provincia di Belluno (mappa). Il luogo si può raggiungere sia da Trichiana sia dal Passo San Boldo. Arrivati in centro al paese di San Antonio Tortal, si svolta a destra (per chi viene da Trichiana, a sinistra per chi proviene dal Passo San Boldo) per una strada abbastanza stretta ma asfaltata. Dopo circa un km, si deve lasciare l’automobile nell’apposito parcheggio e scendere a piedi seguendo il sentiero segnato. La discesa richiede al massimo 10 minuti e, al termine di essa, ci si trova di fronte ad un ponte in legno, da dove si può ammirare l’inizio dei Brent.

    Visita
    Il luogo tuttavia non è molto scenografico, in quanto la vista si ferma subito sulle rocce antistanti. Il mio consiglio è di spostarsi sulla grande roccia piatta a destra del ponte e svoltare l’angolo: con un po’ di attenzione si riesce a percorrere qualche metro in più e a godere di una vista migliore, più “interna” del canyon.
    Ma non è finita qui. (more…)