Laghi della Grava Longa e Tre Cime di Lavaredo

Canon 350D, Sigma 10-20mm HSM @10mm, f/13, 1/4, treppiede, scatto remoto, filtro digradante 0.9 soft, unione di 2 scatti verticali.

Descrivere a parole cosa sono le Tre Cime, per me, è dura. Ci sono stato molte volte nel corso degli anni ed è sempre un’emozione. A vederle nelle fotografie sembrano quasi irreali: seduti davanti ad un computer all’ottavo piano di un palazzo in città è difficile pensare che quei posti esistano davvero. Persino io che li ho visti ripetutamente rimango come incredulo che a due ore di macchina i campi coltivati e le case basse si trasformino in quei monumenti di pietra. Eppure è così: le Tre Cime sono reali, così come tutta la cornice delle vette facenti parte del Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto.
Era da diverso tempo che pianificavo un’uscita come si deve sulle Tre Cime, dopo il tramonto fallito dell’anno scorso. Tuttavia avevo una vocina in testa che mi diceva “Marco, ok per il tramonto, ma non vorrai mica fare sempre la solita foto?” Non fraintendetemi: la vista dal rifugio Locatelli (o comunque da nord) è sempre bellissima e non mi stancherò mai di guardare le foto scattate da lì. Però, siccome non volevo la solita fotografia “cartolina” ma qualcosa di più originale, ho passato ore davanti alla cartina topografica per cercare di individuare dove fosse un luogo alternativo altrettanto notevole. Ho trovato quello che faceva al caso mio nei Laghi della Grava Longa, lato nord-ovest delle Tre Cime e proprio sotto di esse. Dopo essermi documentato bene sulla rete, ho visto che non esisteva praticamente nessuna foto scattata al tramonto da quel punto. Invece, secondo i miei calcoli, avrebbe dovuto essere molto interessante, anche per via del riflesso sulle acque dei laghi. Quale occasione migliore, dunque? Restava il problema di quando andare. L’uscita l’avevo pianificata già a inizio agosto ma, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, non sono mai riuscito a salire. L’occasione si è presentata la penultima domenica di settembre: dopo un sabato che piovoso è dire poco, il giorno dopo la natura ci ha regalato una tempo meraviglioso, aria fresca ma limpida e luce al top. Così, con un amico, siamo saliti e non avremmo potuto fare scelta migliore.

Come arrivare
Da Misurina si prende la strada a pedaggio (20€ per le auto) e si sale fino al rifugio Auronzo. Da notare che c’è anche l’autobus di linea che permette di salire al costo di un biglietto. Avremmo sicuramente scelto questa alternativa se non fosse che l’ultima corsa per il ritorno sarebbe stata verso le 17. Troppo presto. Dall’Auronzo ci sono diverse possibilità. La passeggiata classica per la mulattiera che conduce al rifugio Lavaredo e all’omonima forcella per poi scendere al famoso Locatelli. Da qui ai laghi il percorso si fa più duro: si scende di qualche centinaio di metri per poi risalire. Il sentiero non presenta nessuna difficoltà particolare ma è piuttosto faticoso se comparato alla passeggiata precedente. L’alternativa che abbiamo scelto è stata di prendere il sentiero 105 direttamente dall’Auronzo, facendo quindi il giro opposto. Il sentiero (che non è una strada) conduce in una mezzora scarsa alla Forcella Col di Mezzo da dove si possono vedere i laghi in basso a destra. Tre specchi d’acqua proprio sotto le famose montagne. In realtà il sentiero non passa per i laghi, quindi bisogna percorrere un tratto in mezzo all’erba e ai massi, comunque di nessuna difficoltà. Tuttavia c’è un comodo punto di riferimento che è la Malga della Grava Longa e, nei suoi pressi, un ruscello attraversa il sentiero: risalite il ruscello e arriverete ad uno dei laghi. Gli altri sono adiacenti. (Carta Tabacco 010)

Descrizione
Come ho accennato prima, descrivere a parole cosa sia la vista da lì sotto non possibile. Alte, immense, imponenti, magnifiche. E siccome ci si trova davvero proprio sotto le Tre Cime, esse fanno difficoltà a specchiarsi interamente nei laghi. C’è però un punto su un lago dove il riflesso arriva intero e si possono effettuare scatti magnifici, come ad esempio quello nella foto sopra. Non dico dov’è, altrimenti si perde il bello dell’escursione fotografica che per me è proprio la ricerca del posto e della luce migliore.

Orario
Come al solito, l’orario varia con il variare delle stagioni. D’estate la luce migliore è senza dubbio quella del tramonto. Noi siamo saliti a fine settembre e il tramonto è avvenuto circa alle 19.00. Da notare che la luce buona è durata sì e no un paio di minuti: occorre quindi accamparsi per tempo e calcolare l’esposizione prima di scattare, così quando il momento è quello giusto lo si può impressionare sul sensore. Sconsiglio l’alba: il sole è esattamente dalla parte opposta e le pareti nord restano in ombra – oltre che in controluce. D’inverno la luce del tramonto diventa più radente e rischia di non illuminare affatto le pareti delle Tre Cime. Inoltre i laghi sono ghiacciati e sommersi dalla neve.

Attrezzatura
Assolutamente indispensabile un ultragrandangolo con focale equivalente di almeno 16mm (un 10mm su APS-C), data la posizione. Treppiede e telecomando anch’essi indispensabili e molto utili filtri digradanti per compensare il contrasto tra il primo piano in ombra e la forte luce dell’Enrosadira sulle Cime. Abbigliamento da montagna: a fine settembre appena va giù il sole si arriva a 3-4 gradi se la giornata è bella (se è nuvoloso forse qualche grado in più), per cui dotarsi di maglioni pesanti, guanti e giacche antivento. Torcia indispensabile, anche se dai laghi al rifugio Auronzo sono circa 30 minuti di camminata.

In conclusione
I Laghi della Grava Longa e le Tre Cime di Lavaredo sono sicuramente uno dei soggetti meno fotografati dell’intera area delle Dolomiti di Sesto. Tuttavia proprio qui sta, secondo me, la loro particolarità: offrono una vista diversa delle famose montagne che nel contempo non perdono la loro spettacolarità. Da lì sotto non si può che restare a bocca aperta di fronte a tanta meraviglia durante l’orario del tramonto. Inoltre, anche volgendo lo sguardo altrove, gli spunti fotografici certamente non mancano: un luogo che ritengo ognuno debba vedere con i propri occhi almeno una volta nella sua vita.

Altre foto qui.

Voto: 10.

Prossima escursione fotografica: Pale di San Martino…

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