Lago delle Baste

Life Is Everywhere

Canon EOS 350D, Sigma 10-20mm HSM @17mm, f/11, 1 s, filtro ND8 + GND 0.9 soft, treppiede, blocco specchio

In realtà il Lago delle Baste dovrebbe chiamarsi “laghetto”, viste le ridotte dimensioni. Esso si trova nella zona di Mondeval, subito sotto il Lastoni di Formin e immediatamente adiacente al Monte Cernera. Difficilmente lo troverete segnato sulle carte con scala maggiore di 1:25000. In ogni caso consiglio vivamente una visita, soprattutto in questa stagione: il luogo merita sicuramente e il panorama che vedrete sul sentiero che fra poco vado a descrivere toglie semplicemente il fiato.
Nonostante l’avessi visto diverse volte sulla carta Tabacco 025, non mi era mai venuto in mente di andarci per via del fatto che il lago è segnalato come “paludoso”. Inoltre non mi sembrava che ci fosse questa gran vista sulle cime dolomitiche tale da meritare un’escursione. Ma le mie idee, come spesso accade, erano sbagliate e sono subito cambiate quando, sull’ultimo numero della rivista Meridiani dedicato interamente alle Dolomiti (ve lo consiglio), ho visto la pubblicità del sito web del Veneto in cui era raffigurato il Lago delle Baste con il Pelmo subito di fronte. Così mi sono precipitato sul sito e ho visto a grandezza naturale la foto (è nella Galleria in prima pagina) e subito mi sono informato sul luogo. Purtroppo, a causa delle dimensioni ridotte e anche al fatto che il lago non si trova sul percorso di sentieri segnati, le informazioni in internet scarseggiano, eccezion fatta per alcune fotografie reperibili su Panoramio. Poi, non avevo neanche la cartina sottomano, quindi non sapevo quale fosse la via più breve per raggiungerlo.
Sapevo però una cosa: se fosse stato possibile trovare un punto di ripresa in cui il Pelmo si riflettesse nelle acque del lago, allora al tramonto di sicuro sarebbe stato uno spettacolo. Infatti la luce della sera accende di rosso il Pelmo proprio dalla parte del lago (in generale la faccia ovest), come accaduto nel caso della breve escursione – non descritta nel blog – al Rifugio Città di Fiume. Ecco quindi un po’ di informazioni su questo luogo, erroneamente sottovalutato dalla maggior parte dei fotografi.

Come arrivare (mappa)
Il Lago delle Baste, come anticipato, non si trova su un sentiero segnato tanto meno su una delle Alte Vie (ma nelle immediate vicinanze). Tuttavia ci sono diverse tracce di sentiero, seguite perlopiù da pastori e dai loro greggi, che conducono al laghetto. Tali tracce si dipartono da due sentieri principali: quello che dal Rifugio Città di Fiume porta a Forcella Ambrizzola (sentiero 436) e proprio dalla Forcella si separa per il sito archeologico di Mondeval (dove anni fa è stato trovato “l’uomo di Mondeval”) e l’altra traccia che parte da Forcella Giau, lasciando il sentiero (sempre 435 , Alta Via n. 1) sulla sinistra. Io consiglio quest’ultima alternativa in quanto è la più breve (e, come vedremo, anche la più spettacolare), cosa da non sottovalutare visto che molto probabilmente il ritorno sarà al buio.
Il percorso che consiglio parte dal Passo Giau (2236 m): subito dietro la chiesetta si prende il sentiero 436 che parte in leggera discesa fino a raggiungere la Forcella di Zonia. Sempre in falso piano si giunge comodamente alla Forcella de Col Pimbin (2239 m) e si scende in modo più deciso per la Val Cernera fino a ricongiungersi con il sentiero che, dal basso del Giau, porta all’omonima forcella. Qui la salita si fa più impegnativa in quanto il dislivello è notevole (un paio di centinaia di metri). La fatica però è ripagata pienamente dalla veduta sulle Dolomiti Ampezzane: di fronte Ra Gusela, Nuvolau e Averau; più in basso le Cinque Torri e, dietro, maestosa come sempre, la piramide della Tofana di Rozes, seguita più a destra dalla Tofana di Mezzo. A seguire, sempre verso destra, il Pomagagnon sovrastato dal Cristallo e, dietro, la Croda Rossa. Immediatamente a destra della Forcella c’è la parete nord-ovest dei Lastoni di Formin. Volgendo lo sguardo a sud-est il panorama è altrettanto magnifico: da destra verso sinistra ecco il cucuzzolo della Civetta e della Piccola Civetta, l’imponente Pelmo, in tutto il suo splendore, il Becco di Mezzodì, la cima dell’Antelao che sembra di toccarla e il resto dei Lastoni.
Dalla forcella, noterete, sulla destra, un sentiero che scende verso Selva di Cadore (numero 465). Invece di prenderlo, proseguite sul 436 e dopo una cinquantina di metri vedrete apparire, subito in destra una traccia di sentiero: è quella da seguire. Ma se non la vedete non preoccupatevi: dalla forcella lo si vede bene il laghetto, un centinaio di metri più in basso. Inoltre la zona è immersa in un prato dall’erba corta (mucche e pecore pascolano qui ogni giorno), quindi anche senza la presenza di un sentiero vero e proprio, raggiungere il lago è molto semplice. L’intero percorso non richiede più di un’ora (1.30 h andando con calma per chi non è allenato).

Descrizione
Una volta giunti al laghetto noterete che la zona è paludosa. La mia prima impressione è stata di essere arrivato fin là per nulla: tutt’intorno al lago c’è una palude costituita da erba alta una ventina di centimetri, acqua e fango. Non proprio l’ideale per fotografare, direte voi. Personalmente, sulle prime, mi sono scocciato: ho fatto il giro del lago per vedere se dall’altro lato c’erano punti in cui fosse possibile avvicinarsi al lago, ma niente da fare. Stavo per decidere di tornare indietro quando, sulla sponda nord, ho visto che c’erano diversi ciuffi d’erba e piccoli tratti di terra emersa: saltellando su di essi avrei potuto avvicinarmi al laghetto. E così, saltellando qua e là ho raggiunto la riva, in una zona piuttosto asciutta che, dal sentiero, non si vedeva! Inoltre quello era anche il punto migliore per le fotografie, avendo il Pelmo specchiato esattamente al centro, con diverse possibilità di composizione. Il mio consiglio quindi è di non demordere, vista anche la facilità e la velocità con cui il terreno di queste zone cambia: percorrete diverse volte il giro del lago prestando attenzione alle zone dove poter saltare fino a raggiungere la riva. In alternativa procuratevi degli stivali così da essere sicuri di poter andare ovunque.

Orario
L’orario migliore è senza ombra di dubbio il tramonto: il Pelmo infuocato che si specchia nelle calme acque del laghetto è difficilmente uno spettacolo trascurabile. Ma da non trascurare anche i vicinissimi Lastoni di Formin: anch’essi soggetti all’Enrosadira e anch’essi si specchiano nel lago. L’orario migliore che ho trovato è stato dalle 19.00 alle 20.15 circa (a fine agosto). Chiaro comunque che dipende dal periodo in cui si va. Inoltre la giornata in cui sono stato io era da incorniciare in quanto a limpidezza dell’aria. Ci vuole anche fortuna, a volte.

Per chi fotografa
Come ampiamente ripetuto i soggetti principali sono sicuramente il Pelmo e i Lastoni. Ma non sono assolutamente da trascurare le vicine collinette, che offrono spunti interessantissimi per quanto riguarda i riflessi e permettono di contrapporre le forme “dure” delle montagne alle curve dei verdi prati. Inoltre l’erba, di un verde quasi fluorescente, presente sulle sponde del lago produce bellissimi contrasti di colore con il rosso delle montagne (e, perché no, delle nuvole) e il blu del cielo. Sfruttare le linee create dall’erba e dal lago stesso è fondamentale per ottenere, a mio avviso, composizioni accattivanti e che esaltino la spttacolarità di un lago di per se non proprio enorme.

Attrezzatura
Per quanto riguarda l’attrezzatura fotografica, consiglio tre lenti: un ultra grandangolo per esaltare il lago che è molto piccolo (focali che partono da 10-12mm su APS-C), uno zoom standard o un fisso con focale compresa tra 24mm e 50mm (APS-C) per riprendere il Pelmo piuttosto distante specchiato; e, per finire, un tele (fino a 200mm APS-C può andare benissimo) per i particolari, soprattutto da Forcella Giau. Ovviamente il treppiede è indispensabile per scatti al tramonto. Oltre a tutto ciò, io ho anche utilizzato gli accessori che di solito fanno parte del mio corredo per questo genere di fotografie: filtri neutri e digradanti di varie intensità, livella a bolla e telecomando a filo (o wireless). L’attrezzatura non-fotografica comprende: felpa leggera + una pesante (un pile va bene), mantella o k-way, pedule e/o stivali per la palude (non indispensabili, come detto sopra), cambio, acqua e cibi energetici. Non dimenticate la pila: appena il sole tramonta fa molto presto a venire buio, soprattutto nelle zone d’ombra. Il sentiero è comunque facile e non pericoloso, ad eccezione del primo tratto in discesa da Forcella Giau in cui è necessario prestare attenzione.

In conclusione
Il Lago delle Baste è senz’altro un posto fotograficamente interessante, ma non solo. Per mesi ho cercato uno specchio d’acqua dove il Pelmo vi si potesse specchiare, e questo lago è semplicemente perfetto. Nonostante le sue ridotte dimensioni, offre scorci stupendi anche sui Lastoni di Formin e il tramonto, con la luce giusta, saprà emozionarvi come poche altre cose al mondo. Il fatto, poi, che non è una meta ambita dalla maggior parte degli escursionisti, lo rende perfetto anche solo per una passeggiata in solitaria, dove ritrovare concentrazione e pace interiore. Andateci, davvero.

Voto: 9.5.

Annunci

2 Risposte to “Lago delle Baste”

  1. Fabio Says:

    Gran belle foto, bravissimo.
    Però insisto, non ripeto quanto avevo scritto come commento al tuo post sul Coldai e ti invito a rileggerlo!
    Ciao
    Fabio

  2. Marco Says:

    Ciao Fabio, scusami tanto… me l’ero completamente perso il commento su quel post! In ogni caso va bene, ti avviso se vengo su, anche se in questo periodo non so quanto sarà fattibile tra i vari impegni.
    Ciao,
    Marco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: