Val di Fanes

Colors For Tomorrow

Canon EOS 350D, Sigma 10-20mm HSM @11mm, f/13, 1/100, filtro digradante neutro 0.9 soft

In tutti questi anni, duranti i quali ho girato per le Dolomiti, non mi ero mai avventurato nella Val di Fanes. Al massimo ero arrivato alla piccola via ferrata delle Cascate subito dopo il Ponte Outo. Ma mi è sempre rimasto impresso nella mente il desiderio di vedere cosa ci fosse dopo, al di là del bivio indicato dal cartello. E poi, ho sempre sentito parlare di queste Dolomiti di Fanes, dell’omonimo rifugio, delle Conturines, dei rifugi Lavarella e Pederù, dei laghi di Limo, Verde e Parom e dei paesaggi quasi “lunari”, così fuori dal mondo. La curiosità era tanta, dunque, da farmi partire alla scoperta di questi luoghi, anche solo per una passeggiata domenicale.

Un posto in cui pare che il tempo si sia fermato, una sorta di parco ancestrale, dove sentire e percepire i rumori di una terra primordiale, sconquassata da terremoti, ghiacci, vulcani, venti e tempeste. E quando meno te l’aspetti, la vita: laghi, ruscelli, torrenti, risorgive, acqua. Un luogo fuori dal tempo e dallo spazio che difficilmente trova spazio tra poche righe e neppure tutte le foto di questo mondo possono rendere idea della sua maestosità.
L’unico modo per rendersene conto è quello di andarci, camminando molto, anche lentamente, per gustarsi il cambiamento del paesaggio, i suoni e i profumi dei boschi e dei prati. Il viaggio verso questo paradiso è appena iniziato.

Come arrivare
Al Rifugio Fanes, immerso nell’omonima vallata, si può arrivare in due diverse direzioni [mappa]. La prima, forse la più comoda e breve (anche se non l’ho testata personalmente): si parte da San Vigilio di Marebbe e con l’auto si dovrebbe poter raggiungere il rifugio Pederù quota 1548 m (ora, è probabile che vi sia un servizio navetta se la strada è chiusa. Per info qui). Da qui una strada conduce al Rifugio Fanes a 2060 m, quindi con un dislivello di circa 500 m. L’altra direzione è probabilmente più lunga e faticosa: si parte da zona Fiames dopo Cortina d’Ampezzo, sulla strada che porta a Dobbiaco. Si svolta a sinistra (un cartello indica proprio Val di Fanes) e si segue la strada per qualche centinaia di metri fino a parcheggiare presso l’ampio parcheggio gratuito sulle rive del Boite. Da qui si parte per la strada segnata numero 10, e vedremo subito nel dettaglio la descrizione del percorso.

Il percorso
La partenza è a quota 1292 m e il punto più alto dove si arriva è il Passo di Limo a quota 2172 m. Il dislivello quindi è notevole ma la strada è lunga e la salita si distribuisce lungo tutto il percorso. Inizialmente, la stradina non presenta pendenze particolarmente elevate fino ad arrivare al Ponte Outo (alto) e alle Cascate di Fanes con relativa ferrata. Da questo punto la strada inizia a salire decisamente, con ampi tornanti nel bosco. Dopo circa un’ora dalle cascate si arriva al confine tra il Parco Naturale d’Ampezzo e il Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies segnato da una staccionata [foto] (tale staccionata separa anche il Veneto dall’Alto Adige). Qui si attraversano in falso piano una serie di prati [foto], accompagnati dallo scorrere di un torrente [foto] per poi risalire nuovamente fino a incontrare, dopo circa un’altra ora, un bivio [foto]: a sinistra la strada porta alla Malga di Fanes Grande, mentre a destra un sentiero erboso porta più in alto e si ricongiunge alla strada. Seguiamo questa direzione per risparmiare qualche minuto [foto]. Questa è l’ultima salita che porta finalmente [foto], dopo tre ore abbondanti dalla partenza, al Lago di Limo (2159 m) [foto, foto, foto], subito adiacente all’omonimo Passo. Da qui la vista toglie il fiato: appaiono in basso, immersi nel verde, i rifugi Fanes e La Varella, contornati dall’Alpe di Fanes Piccola e dalle Conturines. Un paesaggio mozzafiato che senz’altro vale la fatica per arrivarci. Dal Limo, si scende agevolmente in una decina di minuti al rifugio Fanes (2060 m).
In totale, la camminata con partenza da Fiames prende almeno 3 ore solo per il tragitto di andata. Almeno due ore, invece, il ritorno (l’unico tratto in salita è appena partiti, dal rifugio Fanes al Passo di Limo).

Descrizione
Descrivere questo luogo è impossibile. Darò alcune dritte su qualche location fotografica. Sotto al rifugio Fanes il sentiero che conduce al La Varella porta attraverso un prato e, dopo, si attraversa un torrente per mezzo di un ponticello di legno. Consiglio di lasciare il sentiero e seguire il flusso del torrente che si incunea tra i crepacci per arrivare alla “foce”: qui le acque più calme di un altro piccolo fiume permettono diversi scatti interessanti, sfruttando le montagne che ivi si specchiano.
Ora, riprendere il sentiero precedente e lasciarlo subito svoltando in sinistra, per le sponde del Lago Verde. Dalla sponda sud del lago si gode di un ottimo punto di vista sulle Dolomiti di Fanes.
Per il resto, c’è talmente tanta roba che i soggetti fotografici non mancano di certo. Buon divertimento.

Orario
Come detto, la Val di Fanes è piuttosto lontana da qualsiasi altro luogo, quindi si rende necessario il pernottamento in rifugio o in tenda se si desidera godere dell’alba e del tramonto. Ciononostante è possibile anche una visita in giornata. Io sono partito tardi (alle 11 ho parcheggiato l’auto) e sono tornato presto (alle 18.30 ero in macchina), ma si può sfruttare pienamente tutta la luce della giornata, specialmente d’estate. Fortunatamente il giorno in cui sono andato l’aria era particolarmente limpida e, sebbene abbia scattato durante le ore centrali della giornata, la luce non mi ha dato nessun problema.

Attrezzatura
La camminata è molto lunga, quindi consiglio di viaggiare leggeri, almeno il più possibile. Per quanto riguarda l’attrezzatura fotografica, teleobiettivo e grandangolo sono un must. Poi, se pensate di fermarvi per il tramonto munitevi di treppiedi. I filtri digradanti, di giorno, non sono obbligatori, ma possono aiutare, soprattutto per foto con primi piani più scuri dello sfondo. Telecomando e livella a bolla per essere sicuri di avere massima nitidezza e foto perfettamente dritte.

In conclusione
Un posto magico, la Val di Fanes, da vedere assolutamente. La grandezza della Terra, qui, vi fa sentire piccoli e strabuzzerete gli occhi quando vedrete panorami e paesaggi così fuori dal comune.

Voto: 10.

Prossima foto-escursione: Lago di Baste

NB: tutte le foto dei link sono state scattate con Nikon D3000 + 18-55mm II da kit in JPEG. Nessuna post produzione, solo ridimensionamento per il web.

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