Lago del Sorapiss

I Love The Dolomites

Il Lago del Sorapis, ai piedi dell’omonimo massiccio nelle Dolomiti Ampezzane, si caratterizza per il suo unico colore: un azzurro acquamarina, che sembra quasi dipinto e non un lago naturale.
In questo luogo ci ero stato molti anni fa, da bambino, e ricordo che all’epoca ero rimasto piacevolmente sorpreso. Così, ho deciso di ripetere l’escursione, questa volta con attrezzatura fotografica al seguito, per poter immortalare a dovere questa vera e proprio perla delle Dolomiti. Servendomi del software TPE (The Photographer’s Ephemeris), ho potuto sapere con relativa precisione l’orario di alba e tramonto e, impostando l’altitudine s.l.m., anche l’angolo azimutale del sole. Il problema che subito è emerso riguardava proprio le “ore d’oro”: infatti all’alba il sole avrebbe colorato di rosa lo spuntone del Monte Dito (o Dito di Dio), ottimo secondo piano per le fotografie sul lago. Tuttavia la luce giusta ci sarebbe stata attorno alle 6, troppo presto per me che non pernottavo all’adiacente Rifugio Vandelli. Al tramonto, poi, la direzione del sole era opposta e non avrebbe illuminato a sufficienza i monti sullo sfondo. Contando poi che il sentiero in alcuni tratti è piuttosto esposto, non mi pareva il caso di fare la strada del ritorno nell’oscurità. Anche in questo caso si rendeva necessario il pernottamento in rifugio.
Non volendo però rinunciare a uno spettacolo del genere, ho deciso di fare un compromesso: arrivare al lago al più presto possibile in modo di avere una luce buona, rinunciando però all’alba.
Così, armato di buona volontà, ho messo la sveglia alle 5 e, partenza da Palafavera, sono arrivato sul Passo Tre Croci alle 6.40. Ho però dovuto fare una sosta “obbligatoria” sul Passo Giau: alle 6 il sole era appena sorto e lo spettacolo indescrivibile (c’era anche un manipolo di fotografi che si facevano l’alba) [foto]. Sceso dal Giau ho attraversato l’assonnata Cortina d’Ampezzo e ho preso la strada per il Passo Tre Croci.

Come arrivare
Il sentiero parte dal Passo Tre Croci [foto] e si snoda su falso piano in mezzo ad un bosco [foto] di larici e abeti [foto]. Poi si inizia a salire e i pini lasciano spazio ai pini mughi, tipica vegetazione immediatamente adiacente alla montagna. Siamo infatti alla base del Sorapiss che si erge maestoso sulla destra e tutto davanti a noi [foto]. Ad un certo punto incontriamo anche una ruspa [foto], probabilmente si stanno facendo dei lavori sul sentiero. La salita non è particolarmente impegnativa e si procede abbastanza tranquillamente. I tratti più esposti sono attrezzati con scalette [foto] e corda fissa [foto] e, sebbene non presentino particolari difficoltà, per i meno esperti, o per chi semplicemente non se la sente, consiglio di portare cordino di sicurezza o imbrago. Dopo il tratto tra i mughi, il sentiero torna a farsi quasi pianeggiante nel bosco, fino ad arrivare ad un bivio nel bel mezzo di un ruscello [foto]: a destra si sale al rifugio (io non sono andato) e a sinistra si prosegue per il lago, vera destinazione della mia escursione. In meno di due minuti lo spettacolo è assicurato. Difficile non rimanere sbigottiti.
(Carta Tabacco 03)

Orario
Come ho detto prima, l’orario migliore, a mio avviso, è all’alba. In ogni caso dipende anche dal periodo dell’anno in cui si va, poiché d’autunno anche il tramonto potrebbe essere interessante, vista la diversa posizione del sole in cielo. In ogni caso, di mattina (d’estate) il sole illumina il Dito e le pareti circostanti, mentre alle nostre spalle si ergono le Tre Cime di Lavaredo e il Cristallo, ma in controluce.

Attrezzatura
La luce del primo mattino (io sono arrivato al lago alle otto) non richiede particolari attenzioni. In ogni caso un treppiede può fare comodo, soprattutto per composizioni azzardate nell’acqua. Il cavalletto è ovviamente indispensabile se si scatta all’alba e/o tramonto. Anche qualche filtro digradante può essere utile, in particolare io ho usato sempre un GND2 (0.3 soft) che leva uno stop. Livella a bolla per slitta flash e telecomando anch’essi consigliati. L’altitudine non è eccessivamente elevata (non si arriva a 2000 m), quindi le temperature non richiedono abbigliamento pesante. D’autunno o primavera le cose cambiano ovviamente.

Per concludere
Il Lago di Sorapiss è una vera perla, incastonata in una cornice a dir poco affascinante. Il suo colore turchese lo rende uno scenario perfetto dove girare un film fantasy. Non è difficile immaginare che nelle sue acque vivano creature fantastiche come draghi o pesci variopinti, mentre sulle sue sponde cavalchino liberi unicorni bianchi. Che crediate nelle fiabe o meno, questo lago saprà sicuramente emozionarvi.
VOTO: 10

Prossima foto-escursione: Cascate e canyon di Cornolade.

NB: tutte le foto nei precedenti link sono state scattate con Nikon D3000 + AF-S 18-55mm II, jpeg come usciti dalla macchina, ridimensionati con Lightroom 3 a 800 px di lato lungo.

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